Manifesto

In giapponese:

Fudo 不動 significa: “senza不 movimento動, quindi “immobile-fermo”

Jihen 事変 significa: “evento 事 disturbato 変 quindi “incidente-disastro”

La cosa più importante che è successa nelle ultime decadi è riassumibile nell’antichissimo concetto di “eterna lotta tra il bene e il male” in particolare “eterna lotta tra oriente e occidente”. L’incidente a cui mi riferisco nel nome è il risultato di questo scontro. Quello che ne scaturisce può essere bellissimo, penso alle arti che provano a sintentizzare i due mondi, ma può essere, ed è normale che sia così visto che è un disastro, tremendo e orribile, 11/9, guerre, intolleranze di ogni genere.

Sia l’arte più bella che le guerre più atroci sono il frutto del freddo scontro tra oriente e occidente. Qui voglio sottolineare come grazie a questo Jihen 事変 (disastro) stiano scaturendo oggi le energie più belle e potenti degli ultimi 30 anni. Penso che il Giappone sia il luogo in cui questo scontro avviene con più facilità e fertilità in quanto è l’unica nazione che è riuscita a far convivere i più forti elementi dell’una e dell’altra cultura. Questo avviene sia nei costumi che nella politica, ma mai a discapito dell’identità. Credo che questa sia la migliore strada che l’uomo può scegliere di percorrere. La più proficua, la più sana, la più bella.

Negli anni ho capito che combattere per “asfaltare” questo percorso è la missione della mia vita. L’ho sempre fatto senza averne piena consapevolezza nei miei discorsi, nelle mie recensioni, nelle mie idee e infine anche nei miei modi di vivere. Cercare di sintetizzare e concretizzare le qualità dei 2 mondi per generarne un terzo è da sempre stato il mio sforzo e continuerà ad esserlo. Non sono l’unico, siamo già un esercito copioso e Fudoujihen è un piccolo ed umile avamposto di confine che raccoglie le testimonianze di questo fondamentale combattimento.

Ma allora perché Fudo, fermo, immobile? È  senza movimento questo disastro propositivo e distruttivo perché è concreto e pratico, così che scaturisce energie che danno vita a qualcosa e che non rimangano mere speculazioni o espressioni artistiche più o meno belle. Come dice un vecchio, celeberrimo, fortunato proverbio pellerossa, indiano d’america:
“a rolling stone gather no moss”
(una pietra che rotola non raccoglie mai muschio -ndr, qualcuno a Roma -Dj Prince Faster di RR- invece del muschio disse sugo, che forse rende meglio l’idea all’italiano. Quindi abbiamo bisogno di fermezza per far attecchire il seme, per raccoglire il muschio/sugo, per cambiare ed evolvere. Allo scopo di seminare dentro di noi la curiosità necessaria ad accendere la scintilla della vivacità interiore. In parole più semplici un sentimento che si amplifica in un circolo virtuoso. Non promuovo l’intrattenimento se è soltanto fine a se stesso.

Infine credo che sia fondamentale riuscire a farsi capire dal più vasto numero di persone possibile, quindi mi sforzo di mantere un linguaggio pop e semplice senza però semplificare, senza rimanere in superfice, almeno negli intenti.
Per far scaturire qualche scintilla bisogna andare a fondo e non bisogna avere paura di farlo.

Via auguro di passare dei bei momenti tra queste pagine, momenti piacevoli e momenti fastidiosi, ma sempre belli e, spero, stimolanti!

Grazie ありがとう

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